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Percorso botanico



L’estesa ed eterogenea area del Parco offre incantevoli spettacoli di fioriture che si succedono in funzione delle stagioni.

A Febbraio una bellissima colonia di Bucaneve,colora il versante sulla sponda destra del Lago, a cui seguono il Nocciolo, il Mandorlo,il Pungitopo e con le giornate tiepide di Marzo,si aggiungono il Dente di cane,la Primula, il Corniolo, l’Epatica e le Viole bianche.

Ad Aprile l’Erica arborea e l’Olivello Spinosoe il Biancospino, sono circondate da ben 51 specie di splendide Orchidee, tra cui la Insectifera, la Tridentata, la Barlia e la Coronilla.

A Maggio il Nespolo,il Ciavardello,la Vescicaria sbocciano insieme alla Salvia al Fiordaliso e al Farfaraccio.

All’apice dell’Estate, nei mesi di Giugno e Luglio si aggiungono alla rigogliosa vegetazione,il Castagno,il Caprifoglio,la Salterella,la Digitale gialla,il Verbasco nero,l’Asparago selvatico e la Ninfea.

Nel mese di Agosto,la Vescicaria,il Giunco, la Santolina, ilColchico e il giallo Tarassaco, punteggiano di colori brillanti le praterie.

A Settembre possiamo osservare il Fiordaliso,la Melissa,ilCiclamino il Tanaceto e la Salvia vischiosa.

Infine ad Ottobre si chiude con l’Artemisia, l’Eleagno e con la grande varietà di piante acquatiche e di erbe Officinali la rassegna botanica che ogni anno si rinnova per i visitatori del Parco Matildico di Montalto.


ORTO BOTANICO

Il giardino botanico del Parco Matildico di Montalto si presenta come una collezione di circa 150 specie tra piante officinali medicinali e decorative tra i piu’ ricchi della regione. All’interno anche un frutteto didattico con frutti antichi come melo e pero cotogno.


VEGETAZIONE

Le particolari condizioni climatiche , l’esposizione solare della valle e le diverse tipologie del terreno,hanno consentito la crescita di una grande varieta’ di specie arboree, uniche nel territorio del medio Appennino Emiliano.

Si possono identificare 4 zone con una una propria caratterizzazione, in cui vengono contemplate autentiche rarità botaniche.

Il querceto ricopre il versante sulla sponda sinistra del rio Albaretolo,la zona aridofila è posta sul versante assolato della strada per Montalto, i ”coltivi foraggeri” si estendono sino alle quote piu’ elevate del Parco,infine i “prati arborati” sono situati al confine N Est dei coltivi di cui sopra.

Nonostante la relativa altitudine della zona (400 metri slm) si osserva la concomitante presenza di specie vegetali esclusive di altri contesti geografici,e di condizioni climatiche ben differenti.

Ad esempio,alcuni grandi Faggi ,testimonianza fitoclimatica dell’ultima glaciazione ,
(che ha interessato le nostre latitudini 10.000 anni fa)
si inalzano a nord del lago Segoletta,mentre a poche decine di metri si trovano folti raggruppamenti di Erica,arbusto presente sulle coste Mediterranee a condizioni climatiche molto più temperate,a sua volta prova dell’esistenza di un clima piu’ caldo in queste zone.

La situazione che ha consentito queste “convivenze” è il microclima originato dai laghi naturali che nei punti piu’ profondi raggiungono i 17 mt, generando un volano termico significativo.

Tra questi “estremi” crescono decine di specie arboree che fanno del Parco Matildico di Montalto un vero e proprio giardino botanico di grande interesse scientifico e didattico.


IL QUERCETO

Estesi versanti di bosco caratterizzano la maggior parte del territorio del Parco.
Grazie alle cure ed agli interventi effettuati negli ultimi anni ,gli alberi ad alto fusto ,creano una suggestiva copertura verde che nel periodo estivo offre una piacevole ombrosità.

Favoriti da un buon drenaggio e da una costante disponibilità d’acqua,innumerevoli e maestosi esemplari di Cerro, ammantano i versanti di sponda destra dei laghi. Nell’altro lato della valle troviamo invece un altro tipo di bosco,costituito da alberi diversi che prevalgono sui cerri determinando aree dette “Querceti mesofili” dove incontriamo la quasi totalità delle specie presenti nel medio Appennino:Aceri montani,Aceri campestri,Castagni ,Olmi, Roveri,Carpini bianchi,Carpini neri,Pino silvestre e Roverelle.
Il sottobosco del querceto è ricco di specie erbacee a fioritura precoce,che “approfittano” dell’irraggiamento solare ,prima che si sviluppino le chiome fogliari degli alberi ad alto fusto.

Gia’ nel mese di marzo,il sottobosco viene colorato da tappeti di Primule,Eritrosi e Anemoni che annunciano l’arrivo della Primavera.
Meritevole di una citazione a parte ,è la fioritura del Bucaneve(Galantus nivalis),che a fine febbraio tappezza completamente con le bianche corolle il lato destro del Lago,nelle vicinanze della struttura a cui ha dato il nome.Questa meraviglia floreale,è protetta dalla legge regionale n°2/77 che tutela la flora selvatica.


IL QUERCETO ARIDOFILO

Il Querceto aridofilo , come si intuisce dal termine è caratterizzato da una condizione di minor disponibilità idrica e parallelamente da una prolungata esposizione solare,che vede prevalere la Roverella con dimensioni piu’ contenute a causa del più lento accrescimento.
Atre specie presenti in queste condizioni di terreno “più acido” sono l’Orniello(Fraxinus ornius), il Ginepro(Juniperus communis)e l’Olivello spinoso con le sue bacche arancioni.
Profumate erbe aromatiche come l’Elicrisia la Salvia e il Rosmarino crescono spontaneamente a ridosso di Cà Segoletta.

Tra gli arbusti che prediligono queste condizioni,il Pero selvatico,il Prugnolo e il Biancospino ,affiancano le rare specie di Orchidee selvatiche visibili nel Parco (oltre 30 specie rilevate); come le Orphis muscifera,l’ofris insectivora,l’orchis simia ,ecc.

Nel cuore dei querceti il pungitopo (Ruscus aculeatus) forma grossi cespugli di un bel verde scuro.La peculiarità da cui prende il nome è data dalle piccole foglie aculeate ,utilizzate dai contadini per chiudere le tane dei topi.


LE PRATERIE FORAGGIERE E I PRATI ARBORATI.

L’erba che cresce in queste praterie è la fonte alimentare primaria per i bovini , composta da una grande varietà di essenze,costituisce la pregiata alimentazione del bestiame da latte e ne determina l’eccellenza del Formaggio Parmigiano Reggiano.

Nei prati “polifiti” ,sono visibili specie arboree che le coltivazioni intensive della moderna agricoltura,hanno confinato in pochi luoghi.
Il Cioccabecco (tragopogon pratensis) ad esempio era assai diffuso nei nostri campi ,ed e’ ricordato come fonte alimentare di “emergenza” dalla popolazione che lo raccoglieva per alimentarsene anche durante l’ultima guerra.

Vaste fioriture di alte margherite ,ammantano le rotonde colline,ondeggiando al tiepido vento della Primavera imminente,
e il “Soffione” (tarassaco officinale) noto per le proprieta’ diuretiche dona vivide tinte gialle al prato ,nei mesi di fioritura.

Con l’eliminazione delle vigne ,nell’area del Parco rimangono filari di Olmi e Acero campestre che fungevano da sostegno alla vite,
nella tipica “Piantata Emiliana”.

ZONE UMIDE

La costante disponibilita’ idrica del Rio Albaretolo che anche nei mesi estivi apporta fresca acqua sorgiva, favorisce su entrambi i versanti il mantenimento di quelle condizioni di umidità che consentono lo sviluppo ottimale di specie arboree anche di notevoli dimensioni,
come l’Ontano nero,il Pioppo nero, Pioppo Bianco,Pioppo tremulo ,Ciliegio selvatico e il Salice bianco.
A livello del terreno si osservano gli esili steli del Giunco
e le larghe foglie dell’Alisma (Alisma plantago acquatica).